Varese Cultura 2030: Saronno nella rete per costruire il futuro culturale della provincia

Un sistema integrato capace di mettere in relazione territori, istituzioni e patrimonio culturale. Saronno tra i poli strategici del progetto che unisce teatro, street art e proiezioni immersive.

Data:

28 settembre 2026

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Descrizione

Mettere in rete le diverse identità culturali della provincia, valorizzarne il patrimonio e costruire una strategia comune capace di guardare al futuro. È questa la prospettiva di “Varese Cultura 2030”, il progetto che punta alla creazione di un sistema culturale provinciale integrato, riconoscibile e duraturo, capace di mettere in relazione i principali poli, le reti e il patrimonio diffuso del territorio secondo i valori della sostenibilità.

Con la Provincia di Varese come soggetto capofila, Varese Cultura 2030, co-finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito dei progetti emblematici maggiori, nasce dalla volontà di superare una visione frammentata dell'offerta culturale e costruire connessioni non soltanto tra luoghi, istituzioni e operatori della cultura, ma anche con il turismo, l'ambiente e il paesaggio, la mobilità, il mondo educativo e sociale e il sistema economico e produttivo.

Una strategia che guarda al 2030 e che parte dalle specificità dei singoli territori per trasformarle in una ricchezza condivisa, individuando alcuni poli principali chiamati a svolgere anche il ruolo di porte d'ingresso verso il più ampio patrimonio culturale e turistico della provincia.

Tra questi c'è Saronno, insieme a Busto Arsizio, Gallarate e Varese e, nel disegno complessivo, al MA.GA. e al polo di Santa Caterina del Sasso. La città partecipa alla costruzione della rete attraverso un progetto che mette in relazione alcune delle sue principali vocazioni culturali, facendo dialogare patrimonio e contemporaneità, teatro e arti visive, tradizione e nuovi linguaggi.

 

Teatro, street art e proiezioni immersive: il progetto di Saronno

La proposta sviluppata dal Comune di Saronno si articola in tre interventi, pensati per far dialogare teatro, arti visive e nuovi linguaggi con la città: una rassegna teatrale di prosa contemporanea, un progetto di street art e un percorso di proiezioni immersive dedicato al racconto di Saronno.

Tre sono i principali interventi individuati.

La prima porta il contemporaneo all'interno della programmazione teatrale, con un progetto dedicato a una nuova generazione di drammaturghi, attori, performer e danzatori. Il percorso individua nella figura di Lucilla Morlacchi un riferimento ideale per raccontare il rapporto tra tradizione e nuova drammaturgia, con richiami anche all'esperienza di Giovanni Testori e Franco Parenti. Il progetto prevede inoltre la presenza di compagnie e artisti della scena contemporanea e momenti di incontro e approfondimento legati agli spettacoli.

Un percorso che non vuole quindi limitarsi alla proposta di singoli eventi, ma contribuire a rendere Saronno un luogo di produzione, incontro e sperimentazione culturale, creando contemporaneamente nuove occasioni di partecipazione per il pubblico e per le giovani generazioni. Tra i soggetti che il progetto prevede di coinvolgere figurano infatti la Fondazione Culturale Giuditta Pasta e gli istituti scolastici cittadini.

La seconda riguarda un’opera di street art realizzata da Andrea Ravo Mattoni che riproduce una scena del mito di Bacco e Arianna, portando in strada e rendondo visibile a tutti il capolavoro seicentesco di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino, custodito all’interno della sala studio della Biblioteca civica.

Da ultimo, le proiezioni immersive che raccontano la città. È prevista per tutto il mese di dicembre una serie di proiezioni immersive dedicate a Saronno, pensate come nuovo strumento di racconto della città e del suo patrimonio storico-artistico.

 

Matteo Marchesi, Consigliere provinciale delegato a Cultura e Turismo

“Credo che l’appuntamento di oggi rappresenti molto bene ciò che intendiamo quando parliamo di Varese Cultura 2030. Non stiamo semplicemente finanziando o sostenendo singole iniziative culturali. L’ambizione del progetto è più ampia: costruire progressivamente un sistema culturale provinciale, capace di mettere in relazione luoghi, persone, istituzioni, operatori, associazioni e comunità. Un sistema che sappia valorizzare tanto i grandi poli culturali quanto le realtà più piccole, perché la ricchezza culturale della nostra provincia non è concentrata in pochi luoghi, ma è distribuita in un territorio straordinariamente articolato.

E vogliamo farlo partendo da alcuni valori molto chiari: la sostenibilità, intesa nella sua dimensione ambientale, sociale, economica e culturale, la capacità di fare rete, la collaborazione tra soggetti diversi e soprattutto la capacità di costruire e rafforzare una identità culturale condivisa del territorio. È questa, in fondo, la sfida di Varese Cultura 2030. E Saronno è un ottimo esempio di questa visione”.

 

Pagani: «Saronno protagonista di una rete che guarda al futuro»

«Essere parte di Varese Cultura 2030 significa per Saronno scegliere di guardare oltre i propri confini e, nello stesso tempo, valorizzare ciò che rende unica la nostra città – dichiara la Sindaca Ilaria Pagani –. Abbiamo luoghi, realtà e una storia culturale importante: la sfida è metterli maggiormente in relazione tra loro e con il territorio provinciale. Essere riconosciuti come uno dei poli di questa rete rappresenta un'opportunità, ma anche una responsabilità. Vogliamo che la cultura sia sempre più uno strumento capace di creare partecipazione, occasioni per i giovani e nuove connessioni tra Saronno e il territorio. Varese Cultura 2030 ci permette di farlo all'interno di una prospettiva condivisa e di lungo periodo».

 

Proserpio: «Dalle singole realtà a un sistema culturale condiviso»

«I progetti di Varese Cultura 2030 sono eterogenei tra loro, perché nascono dalle caratteristiche e dalle identità dei diversi territori – sottolinea l'Assessora alla Cultura e Politiche Educative Maria Cornelia Proserpio –. Proprio questa diversità rappresenta una delle ricchezze del progetto: la sfida è trasformare la varietà delle nostre realtà locali in un sistema culturale accessibile, sostenibile e riconoscibile, all'interno del quale istituzioni e operatori possano collaborare perseguendo obiettivi comuni e costruendo una prospettiva di lungo periodo. Saronno porta in questa rete la propria identità e sceglie di farlo mettendo in dialogo patrimonio e contemporaneità, teatro e arti visive, tradizione e nuovi linguaggi».

La filosofia di Varese Cultura 2030 è infatti quella di costruire una rete destinata a proseguire oltre i singoli progetti, attraverso una governance condivisa, una programmazione maggiormente coordinata, strumenti comuni di promozione e nuovi itinerari capaci di collegare i diversi poli culturali provinciali. Tra gli sviluppi previsti dalla strategia figura anche la sperimentazione di un biglietto unico Varese Cultura 2030.

 

Il sostegno del territorio

La realizzazione e la promozione del progetto saronnese possono contare anche sul contributo di realtà che hanno scelto di sostenerne il percorso.

Il Comune di Saronno ringrazia BRUEDIL per il sostegno tecnico e finanziario, BCC Cantù, sponsor finanziario e IlSaronno per la collaborazione in qualità di media partner.

Un ringraziamento va inoltre al prof. Sergio Beato per la preziosa consulenza storico-artistica e a Olio Fish Bar, che ospita la conferenza stampa di presentazione del progetto, contribuendo a creare un momento di incontro tra istituzioni, sostenitori, operatori culturali e stampa.

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Pagina aggiornata il 28/09/2026