Giovedì 29 gennaio alle ore 20.45 in Piazza Libertà celebreremo la Giöbia, un’antica festa che si celebra l’ultimo giovedì di gennaio in alcune zone dell’Italia settentrionale e che vede l’allestimento di un grande rogo su cui viene bruciato un fantoccio: si tratta di un rito propiziatorio volto a lasciarsi simbolicamente alle spalle il vecchio anno e ad auspicare un raccolto generoso per quello nuovo.
In passato era una celebrazione riservata spesso alle sole donne, che si incontravano per cantare e danzare insieme durante la notte.
Ogni paese ha declinato la figura della Giöbia in modo differente: per alcuni è una bellissima donna o una divinità, per altri una grande strega vestita di stracci. Il nome stesso, nel dialetto brianzolo, è sinonimo di “strega” e di “giovedì”, che era considerato il giorno in cui le streghe si incontravano per le loro danze.
Le tradizioni sono varie, dunque, e a Saronno oggi questa festa viene riproposta in chiave moderna e contemporanea con uno spettacolo di luci e fuoco dei Lux Arcana.
La gioeubbia
A gh’è un’usanza in questa Lombardia,
la se tramanda anca al mè paés;
l’è quella che la voeur brusaa la strija
a gennar, a l’ultim giovedì del més.
L’è per dispett, o per scaramanzia,
se tiren foeura i strasc che gh’è in comò;
e a un fantocc, che l’è la malattia,
col zofranelli ghe se dà ’l falò.
Gh’è tanta gent che cred a la disgrazia;
che tocchen fèrr quand senten la sirèna;
che preghen el Signor per vèggh ’na grazia.
Gh’è anca chi ’l se mangia i codeghitt
quand che la vegn ’sta festa de la Gioeubbia
per minga vèss mangiaa da cent moschitt.
Giuseppe Radice, Saronn, Saronnatt